Ascoltare per essere d'aiuto

Di alcolismo e alcolisti si parla poco, ma ancora meno si parla di chi deve affrontare quotidianamente il problema in famiglia; sono queste le persone di cui ho voluto occuparmi in questo articolo.

Dopo questa breve premessa, per introdurre l'argomento dell'alcolismo come malattia sociale e che quindi colpisce le famiglie, ritengo opportune alcune considerazioni.

L'alcolismo:

Cosa avviene nella famiglia con un membro alcolista?

Una famiglia con un membro alcolista organizza la propria esistenza attorno all'alcol, vive conflitti, tensioni, in particolare, i coniugi si attaccano a vicenda assumendo alternativamente il "ruolo" di vittima impotente o punitore colpevole, rimanendo invischiati in una circolarità di accuse e controaccuse di colpevolizzazioni e promesse reciproche.

Ma è necessario andare avanti e la famiglia deve risolvere, man mano che si presentano, i problemi causati dalla difficoltà nello smettere di bere, ma questo toglierà progressivamente all'alcolista ogni responsabilità che verrà assunta da altri (ad es. il coniuge); poiché tutta la famiglia si adatta a questo stato di cose, senza vedere vie d'uscita, nel tempo si crea un equilibrio e tutti contribuiscono, senza esserne consapevoli, a mantenere e a continuare la patologia della situazione.

All' osservazione giunge quindi che in questa famiglia nel tempo si determinano il "ruolo" dell'alcolista e il "ruolo" del familiare (coniuge) dell'alcolista; quest'ultimo, per andare avanti, si assume via via il peso degli aspetti organizzativi organizzativi, educativi, economici della famiglia, adattandosi al fenomeno alcolismo.

E' così che si esprimono i familiari di persone malate di alcolismo; queste brevi frasi sono indicative di quanto incida nell'organizzazione della loro vita il bere patologico dell'altro, come si strutturi nel sistema familiare una forma di codipendenza e questa condizione resta anche quando l'alcolista smette di bere.

Le disfunzioni tra i ruoli, i conflitti che si manifestano dunque in famiglia, fanno sì che la malattia di un solo membro determini la strutturazione delle dinamiche relazionali familiari su un comportamento patologico cronico con vissuti prevalenti di impotenza, frustrazione, insuccesso e conseguentemente rabbia profonda se non di rifiuto del proprio familiare malato.